Spotify starebbe valutando un componente aggiuntivo a pagamento che consentirebbe agli abbonati di remixare brani e creare cover generate dall’IA di canzoni popolari. Secondo il Financial Times, la funzione potrebbe costare circa 4-5 dollari in aggiunta a un normale abbonamento Premium e potrebbe essere lanciata all’inizio del 2027.
Lo strumento permetterebbe agli utenti di creare le proprie versioni delle canzoni, per esempio trasformando un brano country in una versione dance più vivace. Questi remix potrebbero potenzialmente essere caricati su Spotify e inclusi nelle playlist.
Secondo il piano riportato, gli ascolti e le royalties di un remix verrebbero accreditati all’artista il cui brano originale è stato utilizzato. Gli artisti che non volessero che la propria musica fosse coinvolta nella funzione di IA potrebbero, secondo quanto riferito, scegliere di non partecipare.
La proposta arriva mentre Spotify deve affrontare una quantità crescente di musica generata dall’IA sulla propria piattaforma. Alcune canzoni sono state caricate sui profili di artisti deceduti, mentre la comparsa di interpreti generati dall’IA ha reso più difficile distinguere tra musica reale e sintetica.
Secondo quanto riferito, Spotify sta sviluppando la funzione da tempo. A maggio, il servizio di streaming ha raggiunto un accordo con Universal Music che consente di utilizzare i suoi brani. In precedenza, l’azienda aveva già offerto strumenti per generare playlist tramite prompt dell’IA, ma una funzione per il remix rappresenterebbe un uso più ampio dell’intelligenza artificiale sulla piattaforma.
I piani potrebbero inoltre sollevare interrogativi su come identificare i brani assistiti dall’IA. Spotify utilizza già tag verificati per distinguere gli artisti reali da quelli generati dall’IA, sebbene non sia ancora chiaro come tali etichette verrebbero applicate ai remix creati dagli utenti.
Fonti: Dexerto.